venerdì 10 aprile 2015

11 APRILE 2015 - DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE - TEATRO S.GIUSEPPE, VIA REDI, ORE 21.00

Siamo lieti di presentare "DUE DOZZINE DI ROSE SCARLATTE", di Aldo De Benedetti, della Compagni dei Giovani di Milano, Regia Sandro Mariniello.







 Nella foto il cast ( foto isabella stefania gottardis ph.) 


Un classico della commedia degli equivoci, un intramontabile successo di umorismo raffinato"con un velo di sensualità galante e discreta.
Scritto nel 1936 da Aldo De Benedetti per Vittorio De Sica e Giuditta Rissone, “Due dozzine di rose scarlatte” è una di quelle pièce argute ed eleganti in cui il gioco delle coppie si mostra come un imprescindibile motore narrativo, ha ancora oggi una straordinaria freschezza narrativa, grazie al linguaggio dinamico ed effervescente con cui affronta il gioco di coppia, senza mai cadere nel superficiale, ma, anzi, con una combinazione di battute, circostanze, colpi di scena, che coinvolgerà il pubblico per la sua sorprendente attualità....



In ogni matrimonio possono crearsi cancelli, barriere, graticci di incomprensione.
L'importante è che, dietro a tutto ciò, ci siano sempre dei fiori: "Due dozzine di rose scarlatte".

Perché anche oggi la vicenda coniugale di Marina e Alberto si ripete: il loro è un matrimonio stanco, che si trascina nella consuetudine, nella banale monotonia della quotidianità, senza scosse, senza imprevisti; sicché, l'amore tra moglie e marito perde smalto, freschezza, al punto che pare inevitabile l'inserimento del terzo incomodo.
Pare, perché le cose non stanno così.
La trama creata da Aldo De Benedetti è talmente sottile da non poter essere anticipata in alcun modo.
Al pubblico, dunque, scoprirne tutti i risvolti, per divertirsi, ma anche per riflettere un po' sulla quotidianità dell'amore di coppia: chi è mai "Mistero"?

Una storia che parla di uomini e donne con le loro debolezze, i loro vezzi, le loro idiosincrasie. Come diceva Dumas, “le catene del matrimonio sono così pesanti che bisogna essere in tre per sopportarle” e quindi, oltre alla coppia, è necessario che, di volta in volta, si aggiunga un terzo ad aiutare…..
Il fascino di questa commedia, giocata da tre (più uno) personaggi straordinariamente disegnati, risiede nella sua leggerezza, nel linguaggio dinamico ed effervescente, nella trama mai superficiale, nel gioco degli equivoci, condotto con raffinata abilità. Un testo brillante e divertente, ma che nasconde quell'infelicità e quell'insoddisfazione che spesso accompagnano l'essere umano costringendolo ad una vita claustrofobica e stagnante, in attesa che, prima o poi, arrivi "qualcosa" di nuovo a riaccendere una scintilla di vita, magari... due dozzine di rose scarlatte...o semplicemente prendere coscienza che l'amore si rigenera dall'interno e siamo noi a rinnovarlo giorno per giorno, sorprendendo il partner e ..noi stessi.



La lettura registica del finale la lasciamo a sorpresa per voi che verrete a trovarci.